IL
BIGHERO CURIOSO
Nel
mondo, grande com’è, ci sono paesi caldi, paesi freddi, paesi
piccoli, paesi enormi, paesi ventosi, paesi nascosti ed anche tanti,
tantissimi paesi umidi.
In
questi paesi piove sempre e certe volte fa anche caldo, poiché
quando piove non sempre fa molto freddo: pensate agli acquazzoni
primaverili!
Sole
e nuvole si incontrano spesso e finiscono per fare amicizia, e in
luoghi così particolari nascono una gran varietà di animali e di
piante.
A
noi non interessa raccontare di animali famosi come ragni, scimmie,
giaguari, coccodrilli, i quali sicuramente già conoscete: bensì di
una creatura minuscola ma tutta speciale, chiamata bighero.
I
bigheri sono piccoli insetti con il corpicino corazzato e
innumerevoli zampette laterali.
Alcuni
bigheri sono chiari, altri scuri, altri ancora trasparenti: ma li
potete riconoscere perché si riuniscono a centinaia presso posti
acquosi.
Stanno
bene l’uno accanto all’altro e quando trovano l’acqua già si
sentono felici.
Uno
soltanto, ai tempi del nostro racconti, non era affatto contento: il
suo nome era Bighero Curioso.
Bighero
Curioso sopravviveva bene nell’acqua, aveva tanti amici, era
ammirato per via della bella corazza trasparente e marroncina, ma non
era soddisfatto: il suo più grande sogno era quello di vedere il
mondo fuori dalle pozze d’acqua.
Allora
un mattino decise di avventurarsi oltre le pozze:
“Non
andare” gli dissero i suoi amici bigheri: “ Laggiù sarai
tristissimo senza di noi! E poi, è troppo pericoloso!”
“Avete
ragione, è pericoloso”, rispose lui: “Ma non posso farne a meno.
Arrivederci amici!”
Ebbe
così inizio il suo viaggio nel Grande Mondo Umido.
Subito
incontrò Grande Albero e le sue Molteplici Chiome.
Bighero
Curioso si spaventò molto: appena uscito dalla familiare
pozzanghera, e già a contatto con qualcosa di così gigantesco!
Aiuto!
Quanto è grande! Chissà se riuscirà a vedermi? Non mi calpesterà,
spero!,
pensò.
Ma
Grande Albero lo aveva visto eccome e, dopo un attimo di stupore,
ridendo con voce tonante, chiese al piccolo bighero:
“Dove
stai andando? Non sai che il mondo è pieno di cose brutte? Io vedo
tante cose orribili, da quassù. Tornatene a casa!”
“No,
non posso!” esclamò Bighero Curioso: “Ho promesso ai miei amici
che avrei esplorato tanti posti: se tornassi a casa adesso, che
figura ci farei?”
“Come
desideri” sospirò la grande creatura. Dopodiché continuò a stare
ferma, aspettando il prossimo temporale.
Pochi
minuti dopo, Bighero Curioso si imbatté in un esemplare davvero
strano, con quattro ali, due ampie e due sottili, un corpo magrolino
e una testa tonda con antenne vibranti, ed infine occhi e bocca
sorridenti.
Bighero
Curioso si presentò con gentilezza ed il bizzarro tesserino cominciò
a fluttuare nell’aria, sbattendo lievemente le ali.
“Piacere
da Chiara Farfalla”
“Saper
volare deve essere bellissimo! Mi insegneresti?” , domandò
speranzoso Bighero Curioso.
Chiara
Farfalla volteggiò ancora, poi scosse la testa.
“Non
posso, mi dispiace. Con quel corpo pesante non riusciresti a
sollevarti…e soprattutto, dove sono le tue ali?”
Bighero
Curioso era talmente entusiasta nella scoperta di tante novità, da
scordare persino di non avere le ali!
“Perbacco!
Sono davvero sbadato.”
“Le
pozzanghere sono assai più comode per te”, consigliò la farfalla,
con premura.
“Parli
bene, tu…si vede che non hai mai vissuto rotolandoti in pochi
millimetri d’acqua; giorno dopo giorno, non ne puoi più!”
puntualizzò Bighero Curioso, un po’ risentito.
“ Mi
dispiace”, disse Chiara Farfalla: “Ora sono triste, non volevo
offenderti, ma è la verità. Siamo diversi, ma possiamo essere amici
lo stesso, se vuoi”.
Bighero
Curioso pensò che non sarebbe mai stato davvero amico di Chiara
Farfalla; lei era capace di volare, di fare qualcosa di
meraviglioso…lui invece no, sapeva solo rotolarsi in pozzanghere
sporche!
Sebbene
giù di morale, Bighero Curioso proseguì lo stesso, ma ad un certo
punto si bloccò davanti ad un muro e rimase sconvolto: cos’era
quell’infinita parete di cemento?
Decise
di scalare il muro: dapprima felice, perché si sentiva capace ed in
gamba, poi stanchissimo, perché il muro era davvero troppo, troppo
alto!
Bighero
Curioso si fermò un momento per riprendere fiato e, voltando lo
sguardo prima a destra, poi a sinistra, si accorse che le piante e
gli animali attorno a lui vivevano senza fatica, dedicandosi ad
attività semplici e spontanee per la loro specie.
Ed
erano felici vivendo a quel modo.
Allora
Bighero Curioso decise di tornare subito a casa ed i suoi amici
organizzarono una festa di Bentornato solo e soltanto per lui.
“Sei
un bighero speciale”, lo acclamarono: “Hai visto tanto ed hai
capito che basta poco; che tutti nasciamo in un paese, a contatto con
i propri simili, e possiamo raggiungere la felicità solo rimando nei
nostri luoghi”.
Allora
era vero!
Bighero
Curioso non era mai stato solo: accecato da desideri irrealizzabili,
si era dimenticato della propria famiglia e del calore della propria
casa.
Adesso
Bighero Curioso è diventato nonno e non si stanca mai di raccontare
ai nipotini le avventure da lui vissute nel Grande Mondo umido. Ecco
cosa insegna anche a noi:
Rendete
bella la nostra pozzanghera.
Ascoltate
la Natura e lei vi guiderà nei luoghi adatti a voi.
Non
fuggite lontano, non sarete mai tanto preziosi quanto potreste
esserlo qua.
Abbiate
fiducia e impegnatevi tanto.
Vogliate
bene alla vostra famiglia e ai vostri amici.
Rispettateli,
aiutateli e chiedete scusa quando vi capita di sbagliare.
Seguite
i miei consigli e vedrete, tutto sarà sempre più bello.
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